LA SECONDA EDIZIONE della manifestazione cresce e consolida il suo format diffuso: 6 mostre, 9 talk, 26 In Vetrina, 14 AperiDesign, 4 laboratori, 80 imprese e 70 designer internazionali coinvolti.
Oltre 4.000 presenze, con una crescita del +60% rispetto alle 2.500 registrate nel 2025: si chiude con un risultato in netta crescita la seconda edizione della Salerno Design Week, la manifestazione diffusa promossa da Confindustria Salerno, con il sostegno della Camera di Commercio di Salerno e il patrocinio di Regione Campania, Provincia di Salerno e Comune di Salerno. Un dato destinato a crescere ulteriormente grazie alla mostra Pottergeist, visitabile fino al 30 novembre 2026.
Dal 16 al 20 settembre, il tema “Alchimie del Design” è stato declinato in 6 mostre, 9 talk, 26 negozi coinvolti nell’iniziativa In Vetrina, 14 AperiDesign, 4 laboratori, 1 docufilm, 1 party, 2 awards e 2 installazioni, coinvolgendo circa 80 imprese e 70 designer internazionali, oltre a università, scuole, istituzioni, attività commerciali, professionisti e presidi culturali. Un programma che ha messo in relazione design, architettura, arte, impresa, ricerca, formazione e creatività, trasformando per cinque giorni Salerno in un vero e proprio laboratorio diffuso.
La crescita della manifestazione, dunque, non è soltanto quantitativa. Il dato delle presenze racconta infatti un’evoluzione anche qualitativa, legata alla capacità della Salerno Design Week di ampliare la propria rete e di coinvolgere progressivamente il tessuto urbano e produttivo della città. Musei, spazi pubblici, gallerie, showroom, punti vendita e luoghi della produzione sono entrati in relazione con le istituzioni e con il mondo della formazione, dando vita a un progetto orizzontale che ha portato il design fuori dai suoi confini tradizionali e dentro la vita quotidiana della città.
A rendere peculiare il format della manifestazione è proprio il ruolo delle aziende del design salernitano, che costituiscono il suo principale motore e hanno contribuito a costruire una piattaforma capace di mettere in dialogo competenze, filiere e linguaggi differenti.
Tra i protagonisti di questa edizione Giorgetto Giugiaro, Studio Gensler, ZHA Architects, Minor Hotels Europe & Americas, Spagnulo & Partners, Lorenzo Damiani, Nicola Flora, RE.AD e ADI Delegazione Campania, insieme a numerosi altri esponenti dell’architettura, del design e dell’impresa.
La seconda edizione ha affrontato il design anche nelle sue dimensioni più tecniche e specialistiche, da quello applicato all’automotive al graphic design al rapporto con food e innovazione, con progetti come Design for Food and Nutrition, a cura di ADI Campania, e la mostra dedicata alla filigrana orafa realizzata dall’Università Luigi Vanvitelli in collaborazione con il Centro Oromare.
Centrale anche il tema della rigenerazione urbana e sociale, attraverso i progetti dedicati al waterfront, alla forestazione urbana e alla riqualificazione del sagrato della Chiesa di Sant’Anna al Porto, con il contributo del DIARC della Federico II di Napoli.
Tra i momenti della manifestazione, il confronto sull’hospitality contemporanea, che ha messo in relazione design, identità dei luoghi, sostenibilità economica e gestione del progetto; il racconto della Stazione Marittima di Salerno firmata da ZHA; i progetti dedicati alla nautica e al waterfront; e la mostra Pottergeist di HoperAperta, curata da Patrizia Catalano e Maurizio Barberis, che ha trasformato gli spazi espositivi in una contemporanea Wunderhaus e resterà aperta fino al 30 novembre nei locali della Pinacoteca Provinciale.
Il Contest YOUNG FACTORY DESIGN ha avuto un record di partecipazioni, premiando la creatività e l’innovazione nei progetti richiesti da 15 Aziende nelle loro “call”.
La città si è arricchita di due installazioni permanenti: la panchina di design EYED, di Sergio Catalano, realizzata dalle aziende Metalmeccaniche, al parco Pinocchio, e la “foglia” di Ivano Troisi al Marina d’Arechi Salerno Port Village, progetto curato dalla Fondazione Filiberto e Bianca Menna
Il poeta e critico d’architettura Alfonso Gatto è stato evocato nella passeggiata a Muri d’Autore; mentre la visita al sito iconico del Giardino della Minerva ha connesso la grande tradizione della Scuola Medica Salernitana alle prospettive future di Salerno
È proprio nella capacità di connettere esperienze già radicate nel territorio che la Salerno Design Week individua uno dei propri elementi distintivi: produzioni, competenze, arte, artigianato, ricerca e iniziative culturali, quando vengono messe in relazione, diventano parte di un racconto comune e acquistano una nuova forza.
Una dimensione che ha permesso alla manifestazione di crescere non solo in termini di pubblico, ma anche di impatto sulla città e di qualità delle relazioni attivate.
Le “alchimie” della seconda edizione hanno così consolidato la Salerno Design Week come piattaforma diffusa di incontro tra progetto, impresa e territorio, capace di valorizzare ciò che già esiste e, al tempo stesso, di generare nuove connessioni.
Una crescita che i numeri certificano – dalle 2.500 presenze del 2025 alle oltre 4.000 del 2026 – ma che trova nella partecipazione della città e nella qualità dei progetti sviluppati la sua dimensione più significativa.