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ORDINE E DISORDINE. Amore e sesso ai tempi del Covid

Rappresentatività? chi può possederla? Nel cercare per diletto su YouTube dei brani musicali e, come mi capita spesso, essendo stato avvinto dalla bellezza delle canzoni o meglio del Canto che vi dirò,  mi è  saltata agli occhi e alle orecchie una sorprendente (almeno per me)  rappresentatività. Credetemi, forse il personaggio maggiormente in grado di essere calato in questo particolare momento di polemiche per le normative su sesso e persona e che sembra essere, anzi sintetizzare (direi meravigliosamente) questa incerta discussione è una nota artista: Giuni Russo. Come mai mi è sembrato che possa rappresentare gli estremi delle attuali polemiche o semplici discussioni? Mi è parso perché Giuni Russo ha avuto, secondo le biografie pubbliche e la stampa più diffusa, una vita in cui c’è stata una nota bensì non attivamente dichiarata omosessualità e una conversione o ri-conversione al cattolicesimo, che forse è poeticamente più bella della miniera di bellezza che lei ha espresso con la musica. Ma soprattutto per gli ostracismi subiti nella professione: quanto ci è stato negato nel tempo, salvo identificarla con temi estivi, del tutto marginali nella sua attività. Questa espressione mi è venuta naturale pensando ad un’altra, “Oceano di Saggezza”, attribuita al Dalai Lama, che mostra quanto dello spirito possa essere comunicato a chi ti guarda o a chi, in qualche modo, ha delle aspettative su di te, che comunichi così profondamente. Provate a cercare i suoi brani e le sue biografie e rimarrete continuamente stupiti e sempre più convinti che “miniera di bellezza” è l’espressione adeguata, così come canto è, nel suo caso, più adeguato di canzone. In questa persona, immensamente interessante, convivono i due temi di questi giorni, omosessualità e credo. Informatevi, ascoltate i suoi brani, leggete di lei. Tutto vi stupirà, dalla sua misurata (in senso rinascimentale) intelligenza alla sua bravura, al suo trasporto all’Amore, anche e non solo in senso dantesco, tali da suscitare una  sorta di bonaria “critica ammirata” in uno dei suoi autori, il giustamente amatissimo Battiato, che, in una video intervista di qualche anno fà, ne lodò le doti canore ma sottolineando una attitudine “moralistica” nel carattere. Può darsi. Ciò nonostante, trovo eco delle sue canzoni anche in quelle della Nannini. Dò per scontato che il vissuto di Giuni Russo possa ambivalere secondo le posizioni ideologiche di ciascuno, ma sono anche convinto che la sua vita e la sua arte potranno rendere più leggere le calde polemiche di questi tempi. Cercate, come fece lei. Riscopritela. Non vi dò un giudizio, potete trovarlo, pacificamente. Auguri.

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