Al primo incontro in trasferta dei Believers meeting, la protagonista è stata la fondatrice dell’associazione DOMINAE.
Fabiana Romano ha raccontato la sua storia personale e professionale nel talk con Francesco Della Corte, l’ideatore della community Believers, durante l’incontro tenutosi a Napoli nell’ambito dell’Innovation Village 2026, la manifestazione dedicata all’innovazione e al trasferimento tecnologico tenutasi a Napoli il 28 ed il 29 maggio scorsi.
Sognatrice, combattente, appassionata, così si è definita Fabiana Romano, la presidente e fondatrice di DOMINAE, Donne del Made in Italy nel Mondo, una comunità di imprenditrici, professioniste, manager che rappresentano il meglio del fare e del saper fare italiani nel mondo.
Dopo esperienze di formazione e professionali all’estero, è tornata in Italia spinta dal desiderio di ritornare nella sua famiglia d’origine, per non perdere i momenti più belli della vita insieme.
Il legame con la sorella e con le altre donne, «questo senso di coesione femminile, ce lo hanno insegnato a scuola, dalle suore», racconta, «che ci esortavano a ricordare che come donne siamo delle “dominae”, delle signore e che dobbiamo essere sempre trattate come tali».
Da qui il nome di questa associazione, ispirata alla funzione dei tanti club maschili che, come l’Old Boy’s Network, hanno creato opportunità e deciso destini e carriere. Tra uomini.
Ma DOMINAE «non è un’associazione di genere», precisa, quanto una community che vuole creare un senso di appartenenza e occasioni, per le donne, in primis ma non esclusivamente, di fare squadra, per crescere tutti, insieme, valorizzando le micro, piccole e medie imprese, che rappresentano il tessuto dell’imprenditoria italiana.
Una storia di successi, quella di Fabiana Romano, che racconta anche un suo fallimento: impegnarsi in un progetto nel quale ha creduto ed investito tantissimo ma fallito perchè «ho aspettato di avere tutto sotto controllo prima di partire ed ho sbagliato i tempi. Ne ho tratto però un grande insegnamento: non aspettare che tutto sia perfetto per realizzare un progetto, un’idea, perché si rischia che poi sia troppo tardi».
E il motivo che, nonostante le tante cose già realizzate, la porta ancora a rimettersi in gioco? Le chiede qualcuno, «il motivo è di voler vedere tutto quello che non ho ancora visto, fare tutto quello che non ho ancora fatto, la mia passione per tutto quello che sarà», conclude.