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La dolcezza di una mascherina

Gesti piccoli che fanno bene al cuore. A farli, qualcuno oltre oceano, che ha vissuto prima di noi l’esperienza dell’emergenza causata dal Coronavirus: amici cinesi.

Sono stata la prima, lo confesso, a temere che venissero a farci visita – nell’azienda in cui lavoro – per dei meeting prefissati ma sin da quando questa storia è iniziata, credo abbiano sentito la vicinanza manifestata attraverso un messaggio e-mail o l’ augurio di superare presto questo brutto periodo.

Di quei primi giorni di inizio della diffusione del virus in Cina, ricordo, come fosse qualcosa di già molto lontano nel tempo, le immagini di una bimba cinese che, affacciata da un palazzone, gridava “ce la faremo”, indossando un mantello da super-eroe, agli abitanti di un altro palazzone e le grida “ce la faremo” riecheggianti dagli altri edifici. Mi commossi.

I cinesi sono persone miti, gentili e rispettose. Pensare alla loro sofferenza mi ha fatto star male.

Quando l’emergenza è scoppiata anche in Italia ed i numeri del contagio sono cresciuti vertiginosamente giorno dopo giorno, gli amici cinesi hanno mostrato la stessa attenzione che avevano ricevuto quando la Cina si è fermata per il Covid19. Tante le e-mail per sapere se io e i miei cari stessimo bene.

Ma c’è stato di più. Non richiesta, è arrivata l’offerta di spedire delle mascherine. Loro, che adesso stanno superando l’emergenza grazie alla serietà, alla consapevolezza e al senso di responsabilità, si prodigano per farci arrivare le tanto agognate mascherine, “per te e per la tua famiglia”, sottolineano nelle loro e-mail, perché sanno, lo leggono dai giornali e lo sentono nei tv news, che in Italia non se ne trovano.

Mi sono venute le lacrime agli occhi, non potevo crederci. Li ho ringraziati tante e tante volte. Il gesto è stato meraviglioso nella sua semplicità di dono altruistico.

Non solo le donazioni istituzionali che cementano relazioni tra Stati e che fanno sentire vicini due popoli segnati dalla stessa sofferenza.

Le persone, anche, di quei due popoli, che si aiutano, che si preoccupano l’una per l’altra.

Da quegli stessi amici cinesi, che hanno sperimentato la paura prima di noi e che sanno bene cosa significa vedere medici, infermieri ed ospedali allo stremo, sono giunte raccomandazioni accorate: lavati bene e spesso le mani, non frequentare posti affollati, indossa i guanti e la mascherina, non uscire.

Non uscire. Parola di cinese.

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