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Salerno, come va? presentati i risultati della ricerca su salernitani e pandemia

Nei mesi scorsi il Comune di Salerno ha messo a disposizione dei cittadini un semplice questionario per capire come sono cambiate le abitudini dei salernitani durante il Covid19. Lo strumento, intitolato “Salerno, come va?” è stato ideato dal Comune di Reggio Emilia ed adottato anche da quello di Salerno quale strumento di ascolto della comunità locale e di ispirazione per future scelte e decisioni.

Al questionario hanno risposto 1041 cittadini, di cui la maggioranza uomini (541), di una fascia di età tra i 50 e i 59 anni e un livello di istruzione medio-alto (il 42,4% è laureato, il 34,5% diplomato).

Il survey ha fatto emergere che la maggior parte degli intervistati, in questo lungo periodo di emergenza pandemica, si sta prendendo cura soprattutto dei propri genitori (50,5%) e che quasi la metà di coloro che hanno risposto si dice abbastanza preoccupato per la situazione che tutti stiamo vivendo. Sorprendentemente, le percentuali di coloro che si dicono poco preoccupati (23%) e di quelli che sono molto preoccupati (27,6%) sono abbastanza vicine.

Paura del contagio e impossibilità di essere vicini ai propri affetti sono le principali difficoltà incontrate: per il 56,5% degli intervistati infatti la cosa che più manca nella quotidianità è il rapporto reale, non mediato da smartphone o chiamate virtuali, con i parenti. Anche stare con gli amici e viaggiare sono per (38%) attività che si vorrebbero riprendere quanto prima.

Il lockdown ha rafforzato i legami familiari secondo oltre il 78% dei salernitani e ben il 59,5% ha anche aiutato altre persone in questo particolare periodo di necessità.

Per quanto riguarda il lavoro, oltre il 56% sta lavorando. Di questi, quasi la metà sta lavorando da casa e poco più della metà (54,4%) si divide tra smartworking, modalità di lavoro mista e altre modalità di lavoro. Il 26,8% ha dovuto abbandonare la propria attività lavorativa. Per coloro che hanno dovuto sperimentare, impreparati e sorpresi, lo smartworking, l’esperienza, almeno dal punto di vista organizzativo, non è andata così male se il 75,7% ha affermato che la rete internet di casa si è rivelata adeguata alle esigenze sorte con il lockdown e quasi l’80% hanno affermato di aver lavorato in una situazione di totale (o quasi) benessere e comfort.

E per quanto riguarda la spesa? Le abitudini sono un pò cambiate: diventata la principale attività (77,1%), tra le poche consentite durante il lockdown, la spesa al supermercato è stata la scelta preferita (66,7%) ma gli intervistati hanno scelto quello più vicino casa (66,3%) rispetto alla restante parte degli intervistati che hanno detto di non aver cambiato abitudini. Il desiderio di normalità però si avverte anche dall’affermazione del 59,8% dei salernitani intervistati che hanno detto di voler tornare nei negozi abituali piuttosto che rivolgersi solo a quelli di quartiere. Questi ultimi però sono stati scelti in percentuale maggiore (24,5%) per gli acquisti online rispetto alla GDO (20,8%), forse anche a causa della maggiore capacità delle piccole attività di adattarsi alle richieste dei consumatori e alle lunghe attese per le consegne a domicilio che, specie durante il primo lockdown, si riscontravano presso i supermercati. In ogni caso, oltre il 60% degli intervistati non è sicuro di voler continuare a fare la spesa online: anche in questo caso, prevale, evidentemente, il piacere di uscire e del contatto umano.

La pandemia ha avvicinato i cittadini anche ai servizi online offerti dal Comune e da altri enti, con circa il 30% degli intervistati che hanno iniziato ad usare SPID, pec, firma digitale e servizi online dell’Amministrazione proprio in questo periodo. Il dato più certo e aggiungiamo, comprensibile, visti i tanti commenti spesso negativi ed esasperati sulla DAD, è che solo il 7,2% ha intenzione di usare la didattica a distanza anche in futuro mentre il 67,6% ha dovuto fare ricorso, gioco-forza, ad essa durante la pandemia.

Proprio internet è cresciuto come strumento di informazione durante il Covid19 e con esso soprattutto i social network (43,3%), con lo strascico di fake news e disinformazione che spesso questo ha comportato. La TV è però rimasta la fonte principale di informazione sanitaria, sia a livello di reti nazionali (61,3%) che di media locali (50,5%).

Il questionario ha infine soprattutto evidenziato quali sono le priorità dei cittadini per il prossimo futuro.

La creazioni ed il potenziamento di servizi per la persona ed il benessere psico-fisico, gli investimenti sul piano delle infrastrutture tecnologiche e digitali e la riqualificazione degli spazi anche e soprattutto per la fruibilità comunitaria e gli investimenti a favore dell’ambiente e della mobilità sostenibile sono i settori in cui i cittadini chiedono i maggiori interventi da parte dei decisori pubblici.

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