Il rapporto dei salernitani con il loro Santo Patrono Matteo è viscerale ed ogni anno, il 21 settembre, la festa anima la città che rivive antiche tradizioni e rinnova la sua devozione.
La festività di San Matteo sembra quasi fare da spartiacque tra il vecchio ed il nuovo anno a Salerno. Sarà che la data del Santo coincide con l’inizio dell’autunno e con quella che, formalmente, è la fine delle vacanze anche per la ripresa dell’anno scolastico, avvenuta qualche giorno prima, ma la festa di San Matteo sembra davvero tracciare il passaggio a quello che è il nuovo anno per la città.
Sta di fatto che nei giorni precedenti la festa, tra le strade si respira un’area sospesa ed un profumo di aceto, che si espande tra portoni e negozi, perchè nelle case e nelle botteghe dei macellai e dei salumai, si prepara “a mevz”, la milza, cotta nell’aceto. Un piatto tipico che, per tradizione, viene preparato solo in questo periodo: la milza di vitello imbottita di prezzemolo, aglio e peperoncino, condita di sale, soffritta e poi inondata e cotta nell’aceto e quindi mangiata a fette farcendo un gustoso e croccante panino.
Ma il momento centrale di questa che resta una festa religiosa è la processione del Santo Matteo, la cui statua viene trasportata a spalla dagli orgogliosi portatori che la fanno uscire dal Duomo cittadino. Una statua in cui il Santo è raffigurato come bifronte, simbolo, per alcuni, della doppiezza dei cittadini di Salerno, per altri della protezione che il Santo garantisce alla città, guardandone i due fronti, quello che si affaccia verso il mare e quello che guarda i monti, dicendo «Salerno è mia e io la proteggo».
Sacro e profano si uniscono nella festa e nel legame con la città, il cui stemma comunale riprende l’immagine del braccio di San Matteo che stringe una penna, quello stesso braccio di San Matteo, preziosa reliquia che, ogni anno, viene portato in visita presso la sede dell’Ordine dei Commercialisti, di cui è protettore, per estensione del significato del lavoro di pubblicano che Matteo svolgeva prima di diventare evangelista.
Sacro e profano si intersecano ancora nel il tributo che il Santo, ad ogni processione, fa alla Caserma della Guardia di Finanza, in quanto Matteo è il Santo Protettore della Guardia di Finanza, essendo stato esattore delle tasse, il saluto al mare e poi la sosta al Comune, mentre la processione vede in prima fila, il Sindaco ed i politici di turno.
I momenti di maggiore intensità restano il saluto al Santo con il lancio dei petali al suo passaggio, la corsa delle pesanti statute di San Matteo e degli altri Santi che lo seguono in processione per risalire le scale della Cattedrale, la messa delle 22.00 e lo spettacolo dei fuochi pirotecnici a mare.