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Sventata una truffa dalla direttrice di un ufficio postale della provincia di Salerno

Il fatto è accaduto la settimana scorsa a Ceraso, un piccolo paese del Cilento, in provincia di Salerno.

Insospettita dalla richiesta di un’operazione dalle insolite caratteristiche per un cliente “storico” dell’ufficio postale di cui è direttrice, Manuela Vuolo è riuscita a capire l’inganno nel quale il suo cliente stava per cadere.

«È venuto in sede un cliente abituale che mi ha chiesto di effettuare un bonifico istantaneo di oltre 15.000 euro su un conto corrente intestato ad uno zio di cui però non ricordava nome e cognome – racconta Manuela Vuolo, responsabile dell’ufficio postale -. Ho inserito lentamente i dati, chiedendo al mio interlocutore, solitamente molto attento e risoluto nella gestione delle proprie questioni finanziarie, quale fosse il motivo di quella transazione, in quanto il suo comportamento non mi convinceva. Continuando a temporeggiare, ho scoperto che il mio interlocutore al mattino aveva ricevuto un messaggio da una banca con la quale, a suo dire, non aveva mai avuto alcun rapporto, che gli intimava di saldare velocemente un debito. Il messaggio era stato avvalorato da una telefonata da parte di un sedicente nucleo dei carabinieri impegnati nell’antiriciclaggio. A quel punto, ormai certa della frode in atto – conclude la direttrice -, ho deciso di bloccare l’operazione e ho consigliato al cliente di recarsi dai carabinieri per avere conferma del fatto che tutto ciò che stava accadendo fosse un’operazione realmente da loro coordinata».

Truffe di questo tipo sono, purtroppo, all’ordine del giorno e fanno leva sull’elemento di sorpresa e sull’ansia da cui vengono assalite le persone, per lo più anziani, che vengono raggiunte da questo tipo di telefonate.

Insieme alla richiesta esplicita di soldi per il saldo di un debito, spesso queste bande, delle vere e proprie organizzazioni dedite al malaffare, contattano le persone fingendosi avvocati o esponenti delle Forze dell’Ordine chiedendo di versare una somma di denaro per risolvere un incidente di un congiunto o un’altra situazione urgente.

Viene effettuata una vera e propria manipolazione psicologica che gioca con il senso di angoscia e di paura a cui spesso fa seguito, dopo che la truffa si è consumata, il senso di vergogna che attanaglia le vittime tanto da indurle a non denunciare.

In presenza di situazioni sospette, di persone sconosciute o sedicenti operatori bancari, postali o delle Forze dell’Ordine che richiedono un pagamento immediato o urgente o il rilascio di PIN e credenziali bancarie o del conto corrente postale, il consiglio è di prendere tempo, di chiedere di essere richiamati dopo aver fatto una verifica con il proprio caro eventualmente chiamato in causa, con la propria banca, con le forze di Polizia o o Carabinieri. Le Forze dell’Ordine non fanno mai richiesta di denaro.

Nel caso di cronaca avvenuto presso le Poste è stata importante la presenza di spirito della responsabile e anche la conoscenza della vittima, dimostrando l’importanza di questi presidi, che sono ancora dei punti di riferimento per il territorio, cosa che ha consentito al cliente di rivolgersi ai Carabinieri e smascherare il truffatore, già noto alle autorità locali.

 

 

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