L’incontro dello scorso 9 dicembre, presso il ristorante Acta Cucina Moderna di Cava de’ Tirreni, ha messo al centro la community in un’attività di crescita personale sul tema della comunicazione.
A condurlo è stata Giuliana Vitale, Growth & Transformation Mentor, che ha guidato i partecipanti durante l’incontro, inaugurando un nuovo format di Believers.
Giuliana Vitale, con una lunga esperienza nel coaching e nel change management applicato all’ambito aziendale e ai percorsi di crescita personale, ha infatti coinvolto i presenti in un percorso di approfondimento delle dinamiche comunicative con un approccio molto pratico. Il laboratorio ha esplorato la distanza tra ciò che intendiamo comunicare, ciò che effettivamente arriva all’altro e il modo in cui interpretiamo le risposte, aiutando i partecipanti a prendere maggiore consapevolezza dei propri messaggi
«Volevo che fosse un vero e proprio laboratorio», ci racconta Giuliana, «offrendo dei piccoli strumenti da riportare anche nel quotidiano. Perciò ho fatto soltanto una breve introduzione teorica evidenziando che spesso il modo in cui comunichiamo è filtrato da percezioni, emozioni, dal proprio vissuto, insomma da bias congnitivi che ostacolano la corretta decodifica del messaggio. Con un linguaggio semplice e comprensibile, ho cercato di fare in modo che, nella seppur breve durata del laboratorio, i partecipanti potessero arrivare ad un livello profondo di analisi».
Come è andata?
«È stata un’esperienza oltre le aspettative e ringrazio Francesco Della Corte, ideatore di Believers, per avermi dato questo spazio. L’emozione ha contribuito a creare un clima autentico e partecipativo. È stato straordinario vedere persone che non mi conoscevano aprirsi e condividere parti intime di sé con altre persone mai incontrate prima».
Chi può partecipare a questo tipo di percorso di crescita? Solo chi ha già una professione o anche chi è ancora in cerca della sua strada?
«Questo tipo di percorso può essere utile a chiunque, indipendentemente dal fatto che abbia già una professione strutturata o stia ancora cercando la propria direzione. Il punto non è “chi sei oggi” ma quanto sei disposto a metterti in gioco. Quando lavoro con un professionista, naturalmente si intrecciano dimensione personale e dimensione lavorativa e la prima cosa è chiarire su cosa ha davvero senso concentrarsi e quale obiettivo concreto vogliamo raggiungere. Quello che serve davvero è disponibilità ad aprirsi, curiosità autentica e un minimo di coraggio, perché esporsi davanti a qualcuno che non conosci non è mai semplice. Ma quando questo accade, quando le persone trovano la fiducia per raccontare la propria storia, è lì che il lavoro diventa trasformativo».
E’ un percorso lungo?
«Non è necessariamente un percorso lungo. Dipende dagli obiettivi, dalla disponibilità della persona a lavorare su di sé e dalla continuità con cui mette in pratica ciò che emerge. Il mio ruolo è creare un contesto sicuro e strutturato, offrire strumenti, prospettive nuove e domande che attivano il cambiamento. Poi il vero lavoro accade nella vita reale: chi partecipa deve portare ciò che scopre nel quotidiano e trasformarlo in azione. Quando questo accade, i risultati arrivano anche in tempi molto più brevi di quanto si immagini».

Ci sarà una seconda occasione per chi non ha potuto partecipare?
«Sì, l’intenzione è quella di dare seguito a questa esperienza. L’interesse è stato forte e, soprattutto, il valore che le persone hanno portato a casa dimostra che c’è bisogno di spazi di questo tipo. Stiamo valutando di organizzare nuovi appuntamenti, perché credo abbia senso continuare questo percorso».
Ed il successo della serata è stato confermato dai partecipanti, come Antonino Russo, founder di The Skipper Academy, che ha partecipato alla serata spinto da una naturale propensione a guardarsi dentro.
«Credo sia molto utile ritagliarsi dei momenti di introspezione», ci dice, «lo faccio spesso ma durante l’incontro con Giuliana Vitale sono stato guidato dall’attività proposta e con gli altri partecipanti abbiamo analizzato come comunichiamo con le altre persone. Nel mio lavoro il modo in cui si comunica è molto importante e cerco sempre di mettere in atto i risultati delle mie analisi introspettive ma alcune volte, quando si è sotto pressione, è difficile attenersi alle buone pratiche di comunicazione. In condizioni normali invece è sicuramente più facile riuscire ad avere quella lucidità che ti permette di comunicare in modo efficace. Perciò, il laboratorio è stato molto interessante e utile ed ho apprezzato la spontaneità, la preparazione e anche l’emozione di Giuliana».
Anche a Francesca Nucaro, Digital Communication Specialist & Content Creator Founder di @nucaro.it, l’esperienza ha dato spunti di riflessione e rafforzato il suo interesse per i temi della crescita e del miglioramento personali: «Giuliana ci ha proposto un questionario con tre domande su come vorremmo che le persone si approcciassero a noi. Quello che mi ha colpito è che le risposte era tutte molto simili. Questo significa che tutti vogliamo la stessa cosa ma all’atto pratico non riusciamo a relazionarci nel modo giusto. Questo mi ha fatto sorridere ma anche riflettere. Tutti, perciò, dovremmo partecipare questo tipo di workshop, le relazioni interpersonali ne gioverebbero».