Lo speakeasy salernitano festeggia i dieci anni di età con un nuovo menù denominato “Zine”.
Frutto di un processo creativo collettivo, Zine racchiude idee, tecnica, curiosità e voglia di osare, intrecciando il rapporto con piccoli artigiani e produttori locali alle suggestioni di culture lontane, con spezie, distillati e ricette provenienti da ogni angolo del mondo.
Il risultato è un percorso gustativo coerente e sorprendente, capace di stupire senza mai essere ridondante, e di raccontare l’anima di un team che mette le proprie capacità al servizio dell’ospite. Come suggerisce il nome, Zine si presenta anche come un pamphlet di 14 drink, lasciato all’ospite a fine serata come piccolo ricordo dell’esperienza, un oggetto che racchiude storie, illustrazioni e suggestioni visive curate da Lucia Ronca, bartender e mente grafica del progetto.
Tra i cocktail destinati a diventare simbolo di questa nuova fase spicca un Manhattan reinterpretato in chiave dolce: colato in una crema di mou di melanzana violetta e ganache al cioccolato fondente, servito a temperatura ambiente in bicchiere da degustazione, omaggia un antico dessert amalfitano e si accompagna a una pralina realizzata con gli stessi ingredienti, un connubio di tecnica, tradizione e sostenibilità.
Altro esempio di sperimentazione “tricky” è il No Bloody No Mary, un finto Bloody Mary senza pomodoro che ne richiama il gusto grazie a mela, frutti rossi e peperoncino lavorati con enzimi: un gioco di illusioni sensoriali che inganna le papille gustative ricordando un ingrediente assente.Havana 3 Curry Mango Orchada racconta invece l’anima esotica del menù: un drink cremoso e speziato, servito in una tazza in ceramica materica realizzata da Gerardo Cafaro, giovane artista locale e grande amico del locale. Un inno alla collaborazione tra mondi diversi: arte, mixology e territorio.
Accanto a questi signature, Zine apre a un linguaggio più astratto e sensoriale, dove ogni drink diventa un racconto da decifrare. Dal Negroni Brulè, servito caldo e “milk-washed” al tè milky oolong, all’etereo Sicily & Nuvole con distillato di cactus, fichi d’India, insalata iceberg e schiuma di Champagne; dal Tommasino, dove tequila e ‘nduja si fondono con banana, pera, kefir di latte di capra e torba, al After Nine, gioco aromatico tra vodka, caffè al cocco e una spuma di latte di cocco, menta, Chartreuse e cioccolato: ogni cocktail è un esercizio di libertà creativa e una riflessione sulla materia.
A completare la carta, esperimenti ironici e concettuali come il Pan-Or-Americano o il Cherry Ramos, in cui tecnica, memoria e gioco convivono in equilibrio perfetto.
La direzione artistica resta saldamente nelle mani di Danilo Bruno, che coordina il lavoro dei suoi collaboratori con precisione e fiducia.
Nel laboratorio di Bar Atelier (altro locale del gruppo), Antonio D’Auria traduce in forma tecnica le intuizioni di Anna Ferrentino, head bartender di The Black Monday e motore creativo del progetto. Lucia Ronca cura comunicazione e design, dando coerenza visiva e narrativa all’intero percorso. Accanto a loro, Luca, Maria Doris, Manuel e Ciccio coordinano e supportano il lavoro quotidiano del team, contribuendo a costruire un’esperienza che riflette la crescita collettiva del gruppo e l’evoluzione della mixology contemporanea.