Sei qui
Home > COSTUME&SOCIETA' > Il designer Odo Fioravanti si racconta da Hebanon Basile 1830

Il designer Odo Fioravanti si racconta da Hebanon Basile 1830

Si è tenuto il 7 novembre nella sede di Hebanon Basile 1830 un’interessante talk con protagonista l’industrial designer Odo Fioravanti.

Il talk ha visto la partecipazione di un nutrito gruppo di architetti da tutta la Campania, oltre che gli interventi di Gino Riccio, Direttore Generale di Archipelago, dell’Assessore del Comune di Nocera Superiore Franco Pagano, del Presidente di Confindustria Salerno Antonello Sada, del Presidente dell’Ordine degli Architetti della Provincia di Salerno Arch. Emmanuel Ruggiero e dell’Arch. Valeria Civitillo per l’Ordine degli Architetti della Provincia di Caserta e di Antonella Venezia dell’ADI Campania.

A far da padrona di casa Giovanna Basile, Presidente del Gruppo Design di Confindustria Salerno e titolare, insieme alle sorelle Maria ed Andrea, di Hebanon Basile 1830, azienda di Design che valorizza al massimo la materia legno progettando, editando e producendo arredi iconici, autentici e senza tempo per chi non vuole omologarsi e anzi vuole distinguersi.

L’evento dal titolo “La materia che punta al cielo“, preceduto da una visita al caveaux dove vengono custoditi legni ultracentenari, è stato una riflessione del designer sul legno, “materia che si plasma, si modifica ma non si piega mai”, nelle parole di Giovanna Basile.

Ed è stato infatti sulla direzione del legno che si è soffermato Odo Fioravanti all’inizio del suo intervento, sulla capacità di trasformarsi e di trasformalo pur rimandendo sempre «prima materia, che si è prestata subito», fin dal passato più antico, «a diventare strumento prima e mobile poi, a partire degli antichi Egizi, materia che è come un essere vivente», perchè osservando il legno troviamo nodi, bozzi, ferite rimarginate.

L’artista ha poi ripercorso la sua carriera, attraverso alcuni oggetti da lui disegnati, fino all’assegnazione del Compasso d’Oro, la soddisfazione più grande per il professionista, che ricevette l’ambito premio per la sedia Frida, disegnata per Pedrali.

Odo Fioravanti è infatti un industrial designer che vanta numerose collaborazioni con aziende operanti in svariati settori come, solo per citarne qualcuna, LG Electronics, di cui è Global Design Advisor, Flou, Fontana Arte, Incotex, COOP. I suoi lavori sono stati esposti nella mostra “Industrious Design” presso il Design Museum della Triennale di Milano e in altre mostre internazionali.

La sedia Frida di Pedrali disegnata da Odo Fioravanti

«Bisogna far capire alle persone la complessità che c’è dietro al design», afferma Fioravanti, «le persone credono che dietro ad una sedia ci sia poca cosa. Per questo è stato interessante trasferire, durante la Triennale di Milano, la mia scrivania e lavorare lì. Le persone mi ha fatto tante domande sul mio lavoro. E’ stata un’esperienza immersiva e sarà magari servita a far capire qualcosa in più del mio lavoro».

Secondo il designer infatti «bisogna usare gli oggetti per far pensare le persone, non usare la telecinesi per spostare oggetti bensì spostare il pensiero con gli oggetti», afferma.

Tanti e anche molto diversi gli oggetti, di uso comune e dunque funzionali, da lui disegnati.

Tutti caratterizzati da una ricerca di forme e di materiali e di utilizzo di questi ultimi sempre originale e sapiente, proprio come nel caso della sedia Frida, equilibrio di tradizione e innovazione, dove il legno massello si unisce ad un materiale nuovo e sottile per creare una forma sinuosa eppure resistente e funzionale.

 

Talk con Odo Fioravanti c/o Hebanon Basile 1830

 

La serata si è conclusa con un rinfresco e con l’esibizione live di danza contemporanea della compagnia Art Garage.

Lascia un commento

Top