Nella giornata inaugurale della XIII edizione del SalernoLetteratura Festival si è tenuto un incontro sulla Sostenibilità delle Produzioni Alimentari con l’autore del libro dal titolo “Dal campo al piatto. Le nuove geografie del sistema agroalimentare sostenibile”, Pierluigi De Felice, Maria D’Amico, marketing e sustainability manager di D’Amico, azienda produttrice di conserve alimentari e dell’esperta in sostenibilità Romina Noris.
L’evento, moderato da Daria Limatola e organizzato in collaborazione con D’amico – D&D Italia società Benefit, ha messo in luce l’importanza della diffusione di una cultura della sostenibilità che generi un ciclo virtuoso che va dalle aziende ai consumatori e viceversa.
Se l’agricoltura familiare e’ la prima forma di sussistenza per i paesi del Sud del mondo, ha spiegato il Prof. De Felice, il Nord del mondo deve preservare la ricchezza agroalimentare con responsabilità e consapevolezza.
“Il termine conserva”, ha commentato Maria D’Amico, terza generazione di una famiglia che da decenni produce prodotti conservieri come melanzane e ortaggi sott’olio, “significa conservare, tenere memoria, fare cultura di un sapore e di un saper fare antichi. La lungimiranza di mio nonno e’ stata di mettere in un vasetto gli ortaggi che erano in sovrabbondanza per non sprecarli. Oggi noi imprenditori dobbiamo dare consapevolezza che il cibo è una risorsa e far sì che nel tempo non facciamo azioni che causeranno danni irreversibili a quella che è stata definita la Casa comune”.
Responsabilità d’impresa dunque che, oggi più di prima, assume un valore, anche tangibile, per le aziende. Molte, specie le piccole e medie imprese italiane, sono sostenibili “in maniera inconsapevole”, spiega l’esperta di ESG Noris.
“Questo impegno va fatto conoscere però al consumatore per creare quella consapevolezza che può spingerlo a fare scelte mirate acquistando prodotti di aziende che sono impegnate in attività sostenibili”.
E se sostenibilità significa anche parità di genere, De Felice continua sottolineando come nel passaggio da cacciatori-raccoglitori ad agricoltori, le donne abbiano avuto un ruolo fondamentale nel garantire la nascita della società stanziale e la sussistenza e dunque questo ruolo della donna, anche in agricoltura, va valorizzato.
Infine, tornando al titolo di questa edizione del Festival e con riferimento al delicato momento storico che stiamo attraversando, si è fatto riferimento anche alla gastrodiplomazia come strumento di pace. Ha concluso De Felice “ai maligni rispondiamo con un piatto perché il piatto è foriero di pace”.