Stoccaggio ecoballe nella valle del Sele. Oggi riunione presso la Commissione Ambiente
Una lunga discussione questa mattina a Napoli presso la Commissione Ambiente presieduta da Michele Ragosta, presenti in aula oltre ai rappresentanti dei comuni di Eboli e Battipaglia, anche i consiglieri regionali Manzi e Rosania, tutti convocati per un confronto risolutivo con il Commissariato per l’emergenza rifiuti sulla questione “ecoballe” da stoccare nella piana del Sele.
Dopo un duro braccio di ferro iniziale tra gli enti locali e la struttura commissariale, intenzionata ad utilizzare entrambe le aree individuate nella piana (ovvero depuratore di Coda di Volpe e area impianto Cdr), i toni si sono poi smorzati con il passare delle ore ed al tavolo i due Comuni di Eboli e Battipaglia hanno valutato attentamente le possibili soluzioni per scongiurare il rischio di ritrovarsi disseminate sul territorio tonnellate di “ecoballe”.
“Abbiamo posto al tavolo della discussione l’inopportunità di abbancare i rifiuti nell’impianto di depurazione nel cuore della piana- spiega il sindaco di Eboli, Martino Melchionda che, affiancato dall’assessore all’Ambiente, Pierino Infante e dal presidente del Consiglio comunale Mario Conte, ha ribadito il grave rischio che correrebbe l’intera economia del salernitano, minando alla base produzioni che oggi sono vanto dell’intera regione Campania.
Ma sebbene ci sia l’intenzione di tutelare questo immenso territorio a sud di Salerno, non piace al vicino comune di Battipaglia, rappresentato in aula dal vicesindaco Antonio Amatucci, l’idea di intervenire nuovamente sul territorio battipagliese per stoccare le “ecoballe” nella zona industriale. La discussione, quindi, seppur non ancora risolutiva, ha però di fatto imposto paletti ad un eventuale utilizzo dell’area adiacente all’impianto di Cdr, posto a confine dei due Comuni.
“Ove mai si optasse per un ampliamento dell’impianto di tritovagliatura- ha aggiunto Pierino Infante- il Commissariato dovrà farsi carico immediatamente del trasferimento della frazione organica (pari a 40.000 tonnellate) che oggi blocca l’impianto, oltre ad intervenire sulla bonifica di un’area che il nostro vicino ha dovuto necessariamente allestire nei suoi pressi per sopperire alla sopraggiunta emergenza e alle esalazioni che da tempo creano disagio ad entrambe le comunità”. Questi i toni sicuramente più distensivi tra i due Comuni limitrofi che ancora una volta sono oggi protagonisti nel decidere del futuro della piana del Sele. A sostenere l’azione degli enti locali la Regione Campania con i consiglieri Rosania e Manzi, da tempo in prima linea per tentare di salvaguardare un’area finora rimasta immune dal rischio inquinamento ambientale. Seppur speranzosi nella decisione finale spetterà comunque al Commissario De Gennaro l’ultima parola. Si attendono, quindi, con ansia nelle prossime ore nuovi sviluppi.
05 / 03 / 2008
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