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Eco di Salerno - di Valentina Tafuri
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Rifiuti: responsabilità di tutti. Qualche consiglio per produrne di meno e risparmiare

L’emergenza rifiuti in Campania è sicuramente legata alle responsabilità di una politica sciagurata, a quindici anni di malgoverno e ladrocinio.

La popolazione non fa che subire una situazione creatasi suo malgrado sebbene si potrebbe imputare ai cittadini di aver continuato a votare i soliti noti, con le conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti. E’ certamente vero, comunque, che ognuno di noi può contribuire, sempre, attraverso la pratica quotidiana, ad alleggerire il carico di rifiuti che si producono e più in generale a diminuire gli sprechi, di energia, di denaro, di materie prime.

Le pratiche giornaliere cui ci riferiamo sono dei comportamenti che ognuno dovrebbe acquisire e fare propri. Certo, inizialmente potranno costare qualche piccolo sacrificio o potranno apparire come tali ma il benessere di tutti passa anche attraverso il saper vivere civilmente avendo cura per la “cosa pubblica”, che poi, in quanto tale, appartiene ad ognuno di noi.

Per partire proprio dai rifiuti, sembra superfluo ricordare la necessità di differenziare: carta, vetro, alluminio, farmaci, pile esauste, plastica, legno, materiali metallici, olii, frazione umida. Differenziare costa un po’ di attenzione in più nel momento in cui ci si accinge a gettare via qualcosa, richiede di trovare un po’ di spazio in casa, in veranda, sul balcone, per ospitare sacchetti diversi a seconda della tipologia del rifiuto però una buona percentuale dei nostri scarti, in questo modo, può essere riciclata, creando nuovi oggetti, energia, posti di lavoro, altra carta – con la conseguente diminuzione del numero di alberi tagliati per produrla - e soprattutto meno immondizia inerte.

Iniziamo dall’acqua: avete idea di quanta acqua spreca quotidianamente ognuno di noi? Circa cinque litri di acqua ogni volta che ci laviamo la faccia, circa uno per lavare i denti, almeno cinquanta per una doccia (veloce), tra i quindici e i trenta ogni volta che si tira lo sciacquone, quindici litri per lavare il pavimento di una stanza medio-grande, per non parlare di lavatrici e lavastoviglie, anche se quelle di ultima generazione vengono addirittura consigliate come alternativa ecologica al lavaggio a mano proprio perché hanno un consumo controllato dell’acqua.

Sommate tutte le voci indicate – e molte ne mancano – moltiplicatele per almeno tre persone per famiglia, alcune moltiplicatele anche per due (non ci laviamo volto e mani o i denti una sola volta al giorno) e poi ancora moltiplicatele per 365 giorni all’anno per una media di sessant’anni ( e anche qui il calcolo è indulgente: l’età media si alzata oltre i settant’anni): la cifra, equivalente ai litri di acqua pro-capite che si consumano ogni giorno, è spaventosa.

Ebbene, risparmiare acqua e di conseguenza denaro, si può. Iniziamo proprio dalla lavatrice: l’acqua di scarico può essere raccolta in secchi ed utilizzata per lo scarico del wc; in questo modo non solo si risparmia acqua ma si risparmia acqua “pulita” – e qui verrebbe da chiedersi “perché per gli scarichi non esiste un sistema di riutilizzo delle acque sporche che consenta di non sprecare quelle pulite?”. Come acqua di scarico si può anche raccogliere l’acqua che si utilizza per lavarsi, mentre l’acqua di scolo di verdure cotte può essere riutilizzata per annaffiare le piante, che così ricevono anche acqua ricca di sali minerali. L’acqua di cottura della pasta, ricca di amido che ha potere sgrassante, può esser usata per riempire una bacinella per lavare piatti e stoviglie. Risparmiare e non sprecare si può facendo quotidianamente attenzione a non lasciare il rubinetto aperto mentre si lavano i denti o, meglio ancora, riempiendo una tazza o un bicchiere capiente per lavare i denti usando solo quell’acqua: un tazza di acqua contro un litro/un litro e mezzo di media di consumo!

No agli sprechi anche mentre si fa la doccia: inutile indugiare sotto l’acqua corrente per ore. Lo stesso dicasi per il lavaggio di capelli o i lavaggi a mano di biancheria e stoviglie.

Prodotti chimici: sempre restando nel campo della pulizia, i prodotti per la casa sono ormai talmente potenti che ne basta veramente una piccola quantità per pulire superfici e suppellettili.

Il risparmio di energia, petrolio e materie prime ed il contenimento della produzione del volume di rifiuti passa anche per questo tipo di accortezza: il mancato spreco. Facendo attenzione a non disfarsi di confezioni ancora mezze piene di prodotto, consumandone le giuste dosi, non eccedendo nell’uso di sostanze, si limita il volume di rifiuti.

Così come lo si riduce scegliendo prodotti dal packaging ridotto all’essenziale. Sempre più spesso multinazionali environmental-friendly producono prodotti dal packaging ecocompatibile, vale a dire prodotti impacchettati e presentati al pubblico in confezioni ridotte al minimo indispensabile per evitare lo spreco di carta, cartone, plastica che, tra l’altro, incide anche sul prezzo del prodotto facendolo lievitare. Certo, il marketing, la pubblicità, la società dei consumi su cui queste specialità si poggiano ci hanno abituati a prodotti che sono attraenti anche – talvolta “solo” – per la confezione che li racchiude. Insomma, anche l’occhio vuole la sua parte ed una bella scatola per un profumo mediocre ci invoglia forse di più a comprarlo. E’ anche vero però che negli anni la sensibilità e l’attenzione dell’acquirente sono cambiate e sempre più spesso il “customer” sceglie un prodotto per la filosofia che sottende all’operato dell’azienda che lo produce.

Un consumatore consapevole della società e dei problemi in cui vive volentieri scontenta un po’ il proprio occhio per comprare una crema contenuta in un semplice barattolino di vetro, forse meno bello di un packaging di carta e cartoncini colorati ma sicuramente più amico dell’ambiente in cui lo stesso consumatore vive.

Ancora sulla carta: riciclare la carta non significa solo gettarla negli appositi contenitori per la raccolta differenziata. Prima di arrivare a gettare un pezzettino di carta si deve essere sicuri di averlo sfruttato il più possibile! Riciclare in questo caso significa non gettare un foglio di carta A4 dopo aver preso un appunto che non ci serve più. Significa rigirare quel foglio e scriverci su nuovamente, significa farlo a pezzettini e farne un mini block-notes.

Significa non stampare e-mail inutili o, se proprio non se ne può fare a meno, si riutilizza quel folglio con l’e-mail che non ci serve più usandolo per una nuova stampa. Così facendo gli uffici, pubblici e privati, risparmiano migliaia di euro ogni anno e lasciano in circolazione carta cha altrimenti dovrebbe andare al macero. Lo stesso vale per cartone e cartoncino da riutilizzare per nuovi imballaggi, ove possibile, o per il legno.

La plastica poi…prodotta dal petrolio, l’oro dei nostri giorni, è un preziosissimo rifiuto che non può non essere riciclato: bottiglie in pet, parti plastiche di computer, giocattoli, scarpe, oggetti d’uso quotidiano, flaconi di prodotti per la casa e per la persona possono essere riutilizzati dall’industria per la produzione di oggetti, mobili e perfino di capi di abbigliamento. Dunque attenzione a differenziarla.

Inoltre, riciclare la plastica significa risparmiare petrolio. Il petrolio, appunto. Voce dolentissima di bilanci familiari, aziendali, statali, ecologisti.

Anche qui, risparmiare si può. Se talvolta il consiglio di non usare l’auto sembra utopistico per chi non riesce proprio a farne a meno, si può risparmiare ed aiutare l’ambiente con il car-sharing, evitando, cioè, di girare in auto da soli per andare in ufficio e condividendo il mezzo con colleghi ed amici si risparmia il costo della benzina, si riduce il numero di auto in circolazione e conseguentemente l’emissione di gas di scarico.

La manutenzione della macchina incide sul consumo di benzina mentre riguardo al prezzo di quest’ultima …bè, sappiamo tutti che qualcosa si potrebbe fare in un’Italia in cui sul costo della benzina gravano una serie di accise impopolari ed improbabili. Ma anche qui, il problema è politico e a meno di un’azione dei cittadini, sembra difficile riuscire ad ottenere qualcosa. Scioperare per un solo giorno non serve.

Bisognerebbe fermarsi, come hanno fatto gli autotrasportatori lo scorso dicembre. Ma si sa: the show must go on.

Energia elettrica: SI all’uso di lampade a basso consumo, al contatore intelligente, alla produzione a mezzo di impianti fotovoltaici. NO a luci accese in stanze non frequentate, NO a televisori, radio, hi-fi, pc ed altri apparecchi in standby di notte e di giorno: è pur sempre un consumo di energia – meglio spegnerli completamente.

Vetro: materiale riciclabile per antonomasia è, un po’ come la carta, un materiale che prima di entrare a far parte del ciclo dei rifiuti, dovrebbe essere sfruttato e riutilizzato il più possibile.

Legno: un po’ come il vetro e la carta, essendo un prodotto naturale è facilmente riutilizzabile e riconvertibile in nuovi oggetti e per nuovi usi, diversi da quello originario. Idem dicasi per alluminio, ferro e rame, materie prime tra l’altro molto ricercate e ben pagate.

Abiti: oltre che riutilizzare maglioni, gonne, pantaloni lisi dal tempo indossandoli quando si è in casa, la lana di maglie anche infeltrite è ottima come panno asciutto da passare sui pavimenti per tirar via la polvere, allo stesso modo, panni di cotone, come quelle delle comuni t-shirt, possono essere utilizzati per spolverare suppellettili e mobili.

Prima di disfarci completamente di capi di abbigliamento che, per vari motivi, potremmo non utilizzare più, non dimentichiamoci che potrebbero essere utili a chi è più sfortunato di noi. Donarli alla Chiesa o riporre gli abiti ancora in buono stato nei raccoglitori della Caritas ha un triplice effetto benefico: su di noi, su chi li riceve e sull’ambiente perché ancora una volta si riduce il volume di rifiuti da trattare.

L’elenco è sicuramente incompleto ma è indicativo di quanto possa fare ciascuno di noi nel proprio piccolo per l’ambiente e per la società.

Piccoli gesti di consapevolezza che, sommati per milioni di persone, si trasformano in tonnellate di carta, vetro, legno, plastica che vengono rimesse in circolazione, in litri di petrolio risparmiati, in milioni di euro non sprecati, in migliaia di alberi non tagliati, in milioni di litri di acqua salvati dallo sperpero in un mondo in cui l’acqua è uno dei beni più preziosi e maggiormente in pericolo.

Ad ognuno di noi, dunque, l’onore e l’onere partecipare attivamente al benessere della società mostrando senso civico nella speranza che l’esempio dei cittadini sia di sprone per decisioni e comportamenti virtuosi, onesti e responsabili della classe governante, che dovrebbe essere un riflesso di chi li ha votati.

20 / 01 / 2008

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