NNORD del Fortebraccio Teatro è di scena a Pagani
Roberto Latini, è il fondatore di diverse compagnie tra cui FORTEBRACCIO TEATRO, che si esibirà a Scenari Pagani sabato 1 Marzo e che è riconosciuta dal 1999 dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e ha prodotto tra gli altri: Iago (2007), Le Madonne, personaggi femminili in motion capture (2006), Ubu incatenato 2005), Per Ecuba Amleto, neutro plurale (2004), Buio Re da Edipo a Edipo in radiovisione (2003). NNORD è il titolo della piece che andrà in scena alle 21.00. Porta in scena un concetto, in realtà, una condizione: l’essere la parte a nord del mondo. Profondamente Nord è una dichiarazione che ammette uno spettacolo che fu di Leo de Berardinis e Perla Peragallo e che nel 1974 intitolavano una delle tappe del loro percorso, invece, “SUDD”. Non una risposta a quello, ma appena un pretesto, un omaggio. Pensato in scene separate, in successione, come dentro a una sequenza, lo spettacolo affronta in moduli diversi la medesima comune “condizione”. Non intorno ad una sensazione o dentro un pensiero, ma attraverso qualcosa che ci appartiene, ci detiene, e alla quale contribuiamo tutti: quello che abbiamo; quello che siamo. NNORD è dove viviamo, quasi senza rendercene conto. È il nostro “matrix” quotidiano che si autoalimenta. E’ la volontà di portare in scena il Nord non in senso geografico ma mentale, sociale, politico, economico, quasi antropologico. E’ la reiterazione di uno stato che da qui giudichiamo normale e che invece non lo è. Scene che scorrono davanti al pubblico come se fossero delle diapositive che però non ci mostrano luoghi lontani, ci mostrano noi stessi, le nostre assurde abitudini, i nostri modi di fare, le nostre convinzioni. Diapositive che ci tirano in ballo e ci bistrattano, per farci sentire sudisti e anche un po’ sudati. Come se fosse una sorta di diario collettivo. La prima pagina di questo diario è un’esilarante scena, nella quale due identiche Marylin, invidiose l’una dell’altra, si sfidano a colpi di gag, cercando qualcosa che le differenzi. Nella scena successiva, uno strambo individuo, aspetta ansioso lo scoccare della mezzanotte, il capodanno incombe e il countdown ha inizio 10…9…8…7.... Alle sue spalle succede di tutto, gente di ogni tipo compie le cose più assurde e grottesche che si possono immaginare. 4…3…2…1…Bang. Tutti si fermano tranne l’individuo con lo spumante in mano, che felicissimo brinda e distribuisce auguri a destra e a manca, guadagnandosi però, il biasimo e la derisione della gente gli stava intorno. In un'altra un contadino irritato per la presenza di molti corvi sul suo terreno ne uccide uno. Dei brutti ceffi entrano in scena minacciosi, uno di loro gracchia, e il contadino capisce che per lui le cose si mettono male, inizia a correre e gli altri dietro. Tutti corrono ormai a zonzo, tanto che non si capisce più chi è inseguito e chi insegue. Dalla memoria, pare emergere un altro corvo, il corvo a cui Pasolini fa dire: ma dove corre l’umanità?
29 / 02 / 2008