Magalli torna al Premio Charlot
E’ stato il primo presentatore del Premio Charlot, oggi a distanza di 20 anni ritorna, con la stessa simpatia, con la stessa educazione, con quei modi gentili e cortesi che tanto piacciano al pubblico del piccolo schermo, che lo ha sempre seguito con stima ed affetto. Giancarlo Magalli è pronto, anzì prontissimo ad affrontare questa nuova avventura, domani 25 luglio nell’area archeologica dei Templi di Paestum, sotto il segno di Charlie Chaplin…
“Torno con piacere sul “luogo del delitto” – afferma ironicamente il conduttore tv – ho condotto le prime tre edizioni del Premio Charlot, quando la manifestazione si faceva a Salerno, al Forte La Carnale, ed era una piccola rassegna di cabaret alla ricerca di volti nuovi. E devo dire con piacere che in quegli anni ci sono stati dei giovani talenti che poi hanno avuto successo negli anni seguenti, ne ricordo una per tutte: Luciana Littizzetto.
Ora risalire sul palco del Premio Charlot è per me un grande piacere. Questa manifestazione è cresciuta davvero molto. E’ arrivata la televisione, sono arrivati i grandi ospiti, insomma il Premio Charlot è diventato davvero un appuntamento di interesse nazionale. Poi mi emoziona anche l’idea di stare a Paestum. Lì ho fatto il militare ed ho davvero molti ricordi. E’ una città incantevole e le persone sono davvero molto disponibili. Ed infine è un onore presentare un varietà in omaggio ad un grande come Nino Taranto che ho conosciuto personalmente”.

Lei, infatti, ha lavorato con Taranto? “Sì, sono dei fortunati ad aver lavorato con lui. Mio padre lavorava nel cinema ed io volevo fare la stessa cosa. Da ragazzino volevo fare l’attore, così mio padre mi raccomandò a Gianni Beffardi, il genero di Totò e grazie a lui ho avuto delle parti in cinque o sei film di Totò. Tra questi film anche “I due colonnelli” con Nino Taranto”.
Che ricordo ha di Taranto? “Era una persona umile, incredibile. Ricordo che sul set tutti l’ho apprezzavano per la sua semplicità e per il fatto che riconosceva sempre che Totò era una spalla più su di lui. Era consapevole che quando era solo era il Commendatore Taranto e che quando era con Totò era invece la sua spalla. E questa cosa ricordo che non è mai stata un problema per lui. Non si vergognava nell’ammettere di non essere al pari di Totò. Oggi invece si incontrano attori che fanno un film e poi vanno in giro convinti di essere più bravi di Gassman, Tognazzi e così via.”
Cosa si aspetta da questa serata? “Mi aspetto una bella accoglienza e partecipazione da parte del pubblico. E poi sono incuriosito dagli ospiti. Questa serata non è fatta solo di napoletani che saliranno sul palco e ricorderanno l’attore napoletano Nino Taranto, ma è fatta anche di personaggi come Alessandro Haber per dire un nome, pronti a cimentarsi con le menti geniali degli attori partenopei in onore di Taranto. Credo davvero che sarà un varietà che vale la pena vedere”.
E che tipo di conduzione sarà la sua? “Sicuramente non sarà una conduzione in punta di forchetta. Sarò il solito Giancarlo Ma galli, certo mi divertito un po’ di più, cercherò di interagire con gli ospiti, sempre però ricordando e rispettando Taranto”. E da settembre? “E da settembre torno in televisione. Poco tempo fa la Rai ha presentato il palinsesto per la stagione 2008-2009, ha fatto uno scambio di pedine come in una partita a scacchi. Nessuno è rimasto al suo posto. Cuccuzza è passato ad Uno Mattino, Sposini al posto di Cuccuzza, io al posto di Tiberio Tiberi alla conduzione di “Mezzogiorno in famiglia”, quindi lavorerò solo il sabato e la domenica”. Dispiaciuto per questo? “Per nulla, sono sempre stato abituato a fermarmi ogni due o tre anni. E’ un po’ come staccare la spina, disintossicarmi. Solitamente era una scelta mia, ma questa volta accetto la decisione della rete, anche perché ero stanco di casi drammatici, di bambini malati, di tragedie. Sono uno che metabolizza queste cose. Non riuscivo più a sostenere questo tipo di spettacolo. Adesso invece faccio un programma più leggero, con il mio amico Marcello Cirillo, credo proprio che mi divertirò molto”.
A che punto è la televisione oggi? “In crisi di protagonisti. Diciamoci la verità i grandi protagonisti della televisione iniziano ad avere un età che non gli consente più di sostenere certe fatiche e di giovani capaci non ne vedo molti in giro. Le ragazze poi, sono per maggioranza delle raccomandate molto graziose e basta”. La soluzione? “Bisogna cercare nuovi volti, ma seriamente, partendo dal presupposto che la televisione non è un posto dove si impara a fare televisione. Per fare televisione devi essere uno che ha un po’ di esperienza alle spalle, uno che ha fatto teatro, cinema, che ha fatto la gavetta. Per il prossimo autunno la Rai ha pensato a questo nuovo programma che cerca proprio nuovi talenti, mi auguro di cuore di riescano a trovare dei volti nuovi per la televisione che siano realmente capaci. Anche perché quando si fanno dei provini e si fanno seriamente si trovano davvero persone capaci. Ricordo che un funzionario Rai alcuni anni fa fece una serie di provini, visionando centinaia di cassette e facendo numerosi colloqui. Ebbene alla fine trovò Chiambretti, Fazio e Cecchi Paone, non è andata male direi”.
Guardando alla passata stagione televisiva, il programma più bello? “Come sempre ci sono dei programmi dove si punta tutto convinti che sbancheranno, come il Grande Fratello, che nonostante i buoni ascolti, ormai ha stufato. Poi ci sono programmi che partono in sordina, che se rivisti un po’ e corretti in qualche cosa, come X-Factor possono funzionare meglio e poi ci sono programmi in cui nessuno crede, come quello condotto dalla Clerici con i bambini, dove la stessa Antonella non voleva presentarlo, che partono piano e poi funzionano così bene che anche quest’anno sarà riproposto. La mia opinione è che in televisione funzionano i varietà, quelli che hanno dei contenuti veri e che vengono condotti da persone capaci. Basta con i reality, anche perché ormai si è capito che come reality funzionano solo L’Isola dei Famosi e anche se ha stancato il Grande Fratello. Ho sentito che vogliono riproporre La Talpa ed altri realtà, tutto inutile, tempo sprecato”.
E tra i giovani presentatori di oggi, Bonolis, Insinna, Conti, Papi, chi vede meglio?Tutti tanto giovani non sono. Diciamo che il presentatore vero resta sempre Pippo Baudo. Insinna, non è un presentatore, è uno che non vede l’ora di ritornare al teatro sfruttando la grande pubblicità che si è fatto in questi due anni su Rai 1, Conti e Bonolis sono bravi. Uno bravo e Fabrizio Frizzi che purtroppo ha pagato un prezzo troppo alto per la sua litigata con Del Noce a Miss Italia, ma che per fortuna ora sta tornando a lavorare, accanto a Papi metterei pure Pupo e non mi spiego il loro ruolo, eppure lavorano tanto, ma non riesco a spiegarmi il perché, tutte queste qualità non le vedo. Uno che invece trovo davvero bravo è Massimiliano Ossini il conduttore di Linea Verde, credo che lui possa essere il volto nuovo della televisione italiana”.
24 / 07 / 2008
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