Ma dove stiamo andando a finire?
E' questo l'interrogativo che sorge nel momento in cui si leggono - e succede ahimè sempre più spesso - notizie come quella diffusa nello scorso fine settimana: un padre, un francese poco più che trentenne, che, in un'accesso di ira percuote la propria figlia di 4 anni fino a ridurla in fin di vita. Sotto gli occhi di gente e Forze dell'ordine che non intervengono prontamente a bloccarlo.
Dove stiamo andando a finire? Dove, se non si riesce ad avere un moto di generosità ed umanità che porti a fermare la mano di un padre che inveisce contro la figlia indifesa? dove, se l'unica cosa che la folla riesce a fare in una circostanza di tale violenza è chiedere l'aiuto delle Forze dell'ordine senza tentare, subito, di fermare la follia di un uomo già malato? dove, se le stesse Forze dell'ordine non riescono a bloccare un uomo impazzito se non dopo che questo ha compiuto il gesto estremo di fracassare la testa della sua bambina sul marmo dell'Altare della Patria?
Se il raptus del padre può essere biasimato, condannato ma in fondo anche compreso visto che si trattava di una persona già disturbata mentalmente, non si può invece comprendere l'inerzia delle persone, madri e padri anch'essi magari, che si trovavano a passare e che anzichè intervenire per bloccarlo hanno chiamato Vigili e Carabinieri mentre l'uomo continuava a percuotere la piccola, rubandole attimi di vita.
Non si può comprendere perchè, in una situazione estrema come questa, le Forze dell'ordine non siano intervenute anche usando la forza delle armi se necessario, per bloccare l'uomo che, in pochi attimi, ha quasi ucciso una bambina.
Le responsabilità sono di tutti e lo sdegno verso quanti erano presenti e non hanno fatto nulla di concreto deve essere di tutti.
Non si può sempre pensare che queste cose, che certe cose, accadano sempre e solo agli altri e dunque lavarsene le mani.
Condanna a quel padre ma condanna anche a quei passanti e a quelle Forze dell'ordine che, in questa occasione, hanno fallito in una delle prove più importanti, quella della generosità e dell'altruismo.
21 / 07 / 2008
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