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Inasprire le sanzioni per chi sfrutta i minori

E' quanto chiede l'AMI - Ass. Matrimonialisti Italiani, presieduta dal salernitano avv. Gian Ettore Gassani.

In relazione ai gravi episodi di sfruttamento del lavoro minorile ed alla condanna odierna del Tribunale di Chiavari inflitta a due marocchini per maltrattamenti nei confronti di bimbi connazionali, gli avvocati dell'AMI si dicono “contrari all’adozione di misure come il prelievo di impronte digitali” perché, spiega il presidente nazionale AMI Gian Ettore Gassani “esse ci lasciano perplessi sia moralmente che dal punto di vista giuridico-costituzionale”.

Continua: “L’AMI ritiene tuttavia che occorrano misure urgenti per far fronte ad un fenomeno emergenziale quale lo sfruttamento a qualsiasi titolo dell’età infantile-adolescenziale. Inoltre urge monitoraggio del numero e dell’efficienza dei servizi sociali sul territorio. Soprattutto, però, occorre prevedere un inasprimento delle sanzioni penali nei confronti degli adulti sfruttatori e prevedere aggravi di pena se, tra essi, dovessero figurare i genitori (come nel 50% dei casi avviene)”.

Le statistiche: “Uno su tre, tra venditori ambulanti e lavavetri è minorenne”. Ancora: “La politica è chiamata a non contrapporsi strumentalmente su questioni che riguardano non solo rom ed extracomunitari ma l’intera società. In Italia non esistono misure adeguate tanto che nemmeno i servizi sociali sono in grado di prendersi cura dei minorenni sfruttati a causa della cronica carenza delle strutture di accoglienza e di recupero.

Lo sfruttamento dei minorenni rischia di diventare un semplice slogan. Occorrerebbe quindi prelevare le impronte digitali agli adulti sfruttatori per evitare loro di reiterare il reato, non ai bambini vittime”.

09 / 07 / 2008

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