Gli ebrei a Campagna
E' stato presentato nei giorni scorsi il film-documentario per la regia di Maria Giustina Laurenzi intitolato “Una storia diversa. Gli Ebrei a Campagna 1940-1943”.
Il documentario è anticipazione del suggestivo Itinerario della Memoria e della Pace che si snoda nel centro storico di Campagna e culmina nel Museo di S. Bartolomeo.
A San Bartolomeo durante la II guerra mondiale fu istituito un campo di internamento che accolse centinaia di ebrei stranieri, soprattutto, ma cosa unica, quegli stessi internati, dopo l' 8 settembre 1943, quando i tedeschi rastrellarono tutti gli ebrei e li deportarono nei campi di sterminio, furono fatti fuggire ed ebbero la vita salva. D'altra parte un filo rosso legava Fiume, dove lavorava il questore Giovanni Palatucci, Commissario di Pubblica Sicurezza, che riuscì ad impedire l'arresto e la deportazione di circa cinquemila ebrei facendoli arrivare a Campagna, nel periodo fra il 1940 ed il 1943, dove erano messi sotto la protezione dello zio, Giuseppe Maria, vescovo della città, con la segreta speranza di evitarne la sicura morte nei campi di sterminio, attivando una rete nota come “la via di salvezza”. Il restauro dell’ex convento di S. Bartolomeo in Campagna, curato dalla Provincia di Salerno - Ufficio Tecnico/Patrimonio e Beni Culturali - su progetto dell’Arch. Ruggiero Bignardi con l’apporto del Comune di Campagna e la successiva fase dell’allestimento di un Museo della Memoria e della Pace assume un significato particolarmente importante per una società che va ripensando i fondamenti della convivenza e le forme della vita collettiva. Un luogo, insomma, dove poter andare a studiare, a confrontarsi, ricordando la storia significativa di cui esso fu testimone, con la finalità di educare, soprattutto i giovani, alla conoscenza e alla tolleranza nel rispetto delle differenze culturali e religiose.
29 / 03 / 2008