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Giornalismo e tecnologia: ormai inseparabili

Un tempo erano solo il telefono, la macchina da scrivere e in un secondo momento il pc, insieme al fax e alla macchina fotografica a sostenere gli sforzi dei giornalisti ed addetti stampa per divulgare le notizie.

Le cose sono cambiate vertiginosamente dall'avvento di internet.

Innanzitutto: la grande facilità e velocità di reperire informazioni di ogni genere e poi la rivoluzione nel "fare" informazione.

L'uso dell'e-mail ha reso più rapida la comunicazione tra utenti legati dal comune interesse per l'informazione, sia a livello professionale che amatoriale.La pubblicazione online delle maggiori testate giornalistiche prima e la nascita dei blog e della possibilità per chiunque di essere editore del proprio sito poi, hanno notevolmente mutato il panorama dell'informazione.Innanzitutto informarsi ed informare è diventato molto più economico rispetto al passato e molto più rapido.

In secondo luogo, ciò ha cambiato le prospettive di molti comunicatori, si sono aperte nuove possibilità: oltre ai giornali, online sono finiti anche i tele-giornali e le radio, con potenzialità di ascolto prima inimmaginabili.

Tutta questa messe di informazione, si dice spesso, va però a scapito della qualità dell'informazione stessa.A questo punto, entra in gioco la professionalità.Un buon articolo, ben scritto, reso interessante da un approfondimento e dalla scelta di una tematica di attualità non è cosa da tutti.

Certo è che oggi, oltre all'essere una "buona penna" il giornalista deve saper anche utilizzare tutti gli strumenti che la tecnologia gli offre.

Ecco dunque la necessità di imparare l'utilizzo di programmi di fotoritocco ed impaginazione, di CMS - content management system - per l'inserimento di contenti sul web, di imparare il linguaggio html, di sapersi "muovere" nel mare magnum di internet e di saper sfruttare i vari strumenti per far "cliccare" la propria notizia ed ottenere feedback positivo riguardo al gradimento della stessa da parte del pubblico degli internauti.

Innanzitutto dunque i “mezzi”. Un buon pc o un laptop con un processore potente, ad esempio un Pentium 4, è quello che ci vuole per iniziare insieme ad una scheda grafica evoluta. Questi primi requisiti sono essenziali per poter disporre di una buona grafica che possa accompagnare e completare la stesura di articoli realizzati con facilità anche grazie alla potenza di un processore potente e che alleggerisca, in termini di tempi, il lavoro. L’attenzione dei giornalisti è sempre più focalizzata sui notebook, i pc portatili. La ragione è ovvia: ce ne sono in commercio di sempre più leggeri e dai costi contenuti e sono l’ideale per chi corre da una conferenza ad un’intervista, passando per un evento e la registrazione “casuale” di un incidente o di un accadimento improvviso che lo sorprende per strada.

Un notebook che si rispetti, specie per un giornalista, deve avere due requisiti almeno: essere dotato di una scheda che consenta il collegamento wi-fi, ossia senza fili, in modo da poter sfruttare quei molti luoghi, come stazioni e punti di ritrovo, che ormai consentono anche gratuitamente di connettersi alla grande rete senza la necessità di creare un vero e proprio collegamento “fisico” con fili e prese. L’altra caratteristica è la scheda di connessione adsl senza fili che, rispetto al wi-fi, consente di collegarsi, sempre senza l’ausilio di cavi, al servizio adsl offerto da un gestore telefonico, via gsm e dunque quasi ovunque, non solo, come succede per il wi-fi, in luoghi ben precisi dove la tecnologia wi-fi viene messa a disposizione da un ente/società/privato che (spesso) la omaggia ai propri clienti come plus rispetto ai servizi principali che l’ente/società/privato offre (vedi le sale di alcuni aeroporti o alcuni coffee-bar).

Offrire informazioni veloci e dettagliate. Queste sono le spinte che portano all’uso di questi mezzi cui va aggiunta la fotocamera digitale, che ha ormai completamente sostituito la tradizionale macchina fotografica. Quelle di ultima generazione sono leggere e compatte, stanno nel palmo di una mano e facilmente si collegano a notebook e pc per “scaricare” foto che andranno ad arricchire gli articoli di giornali e web-magazine.

Una volta sistemato l’hardware, veniamo al software, ai programmi. Se saper utilizzare il programma di scrittura più famoso al mondo “word” è considerato fondamentale, altrettanto necessario è riuscire ad utilizzare almeno le funzioni principali di programmi di fotoritocco come AdobePhotoshop - ma ce ne sono anche molti altri che vengono rilasciati gratis dai principali motori di ricerca – perché sovente capiterà di dover pubblicare una notizia e di volerla completare con un’immagine che deve essere “alleggerita”, “ridotta” di dimensioni, alla quale bisogna regolare il contrasto per una resa grafica migliore. Excel, il programma con fogli di calcolo per realizzare statistiche, calcoli, computi, è ugualmente necessario ed inoltre può essere utile per organizzare informazioni.

Per quanto riguarda le ricerche, i principali motori di ricerca sono noti ai più. Bisogna essenzialmente imparare ad utilizzarli al meglio restringendo e rendendo più specifico possibile il campo di ricerca per evitare di trovarsi di fronte a migliaia, se non milioni, di pagine che sarebbe impossibile consultare. La raccomandazione è quella di inserire più parole chiave (in genere precedute dal segno “+” o “AND”) in modo che le pagine che visualizzerete saranno quelle in cui compaiono solo quelle parole.

Consultare blog – una sorta di diario online in cui anche utenti sconosciuti possono inserirsi lasciando il proprio post (contributo) – o partecipare ad un newsgroup – gruppi di discussione che in genere ruotano attorno ad argomenti specifici – possono essere altri strumenti di lavoro per il giornalista: per prendere contatti con persone interessate ad un certo argomento ed approfondirlo, per trarre spunti per nuovi servizi, per saperne di più riguardo a determinate tematiche non molto comuni. I CMS – content management system – sono degli strumenti nei quali ci si imbatte in genere se ci si accosta ad internet non da fruitori ma da “realizzatori”. Nel “dietro le quinte” di un sito c’è infatti uno strumento di gestione dei contenuti. Niente di particolarmente complesso ma che richiede un minimo di elasticità nell’uso del computer, precisione ed attenzione. Quando si è editor di un sito o web content manager ci si preoccupa, proprio come succede in televisione con l’auditel o nei giornali con la tiratura, dei “contatti” generati dal proprio sito.

Esistono dei programmi che consentono di tenere sotto controllo l’andamento del sito in termini di “click”: usare uno di questi applicativi è semplice e molto utile – si veda Google Analytics – perché questi programmi non solo forniscono un dato quantitativo (quanti utenti hanno cliccato il sito il tal giorno?) ma anche qualitativo (questi utenti erano italiani o stranieri? Erano utenti nuovi o di ritorno? Come sono arrivati a conoscere il sito?). L’informazione di carattere qualitativo consente di “correggere il tiro”, vale a dire di tarare l’impostazione dei contenuti, l’uso delle parole chiave in modo da consentire al sito di essere più facilmente “trovato” nel marasma di siti esistenti nel world wide web.

Poi ci sono le newsletter e le mailing list, strumento essenziale per l'addetto stampa che, oltre alle telefonate per creare e mantenere contatti preziosi, vanno seguite, curate, aggiornate, inviate con grande attenzione e cura dei contenuti, delle forme e della specificità dei destinatari. Una mailing list e l’invio di newsletter si possono gestire semplicemente utilizzando i più noti programmi di gestione di posta elettronica, come Outlook Express o Microsoft Outlook, creando dei gruppi di distribuzione delle mail che andremo ad inviare. Attenzione però a non dimenticare che per la privacy è bene non rendere visibili i destinatari multipli di uno stesso messaggio, che andranno dunque inseriti nel campo contraddistinto come Ccn (Copia carbone nascosta), in inglese Bcc (Blind carbon copy).

La parola d'ordine sembra essere dunque "aggiornarsi", essere sempre up-to-date anche per evitare di essere in qualche modo sopraffatti dai numerosi utenti, esperti, curiosi, interessati, che spesso riescono ad essere sulla notizia ancor prima del giornalista.

23 / 06 / 2008

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