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Edificazione in zona PEEP a Pontecagnano. Il Consiglio di Stato si pronuncia a favore del Comune Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale, con sentenza n° 533 depositata il 19 febbraio 2008, ha accolto il ricorso del comune di Pontecagnano Faiano annullando la sentenza del TAR Campania – sezione di Salerno - che aveva ritenuto ammissibile la realizzazione di ulteriori fabbricati residenziali nella zona di Pontecagnano – S. Antonio già interessata dal Piano di Edilizia Economica e Popolare (PEEP) tra la via Pertini e la via Abate Conforti.
Tale decisione, di fondamentale importanza per il corretto ed ordinato sviluppo della Città, rappresenta un successo per l’Amministrazione Comunale in quanto sancisce definitivamente, dando ragione a ciò che è sempre stato sostenuto dai competenti Uffici comunali, che “Si rivela corretta la prospettazione dell’amministrazione comunale, là dove identifica nella previsione del p.r.g. di Pontecagnano Faiano che recepisce dal piano (p.e.e.p.) decaduto la disposizione alla cui stregua doveva essere verificata l’assentibilità del progetto presentato dalla Cooperativa” ed ancora che “la disciplina edilizia del comparto in questione resta la medesima del p.e.e.p. decaduto ivi compresa la previsione dell’assentibilità, ivi, di una cubatura pari a 323.000 mc), come, peraltro, chiaramente confermato dall’esplicita previsione, nella relazione illustrativa al p.r.g., dello stesso limite di vani (3.900) realizzabili nel comprensorio”.
La vertenza aveva preso l’avvio dalla proposta di diverse Cooperative e privati di realizzare nuove volumetrie residenziali nella zona “C1 – PEEP” di S. Antonio.
Il Settore Urbanistica del Comune aveva respinto le richieste in quanto le volumetrie disponibili risultavano già impegnate a seguito dell’avvenuta realizzazione degli interventi di Edilizia Residenziale Pubblica anche perché consapevole del fatto che l’attuazione degli interventi richiesti, in un’area carente di servizi ed attrezzature, non avrebbe più consentito un’adeguata riqualificazione ed infrastrutturazione delle stesse, e quindi l’eventuale realizzazione di ulteriori case avrebbe compromesso irrimediabilmente la possibilità di garantire le necessarie aree per attrezzature e servizi.
06 / 03 / 2008
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