Corsi pre-matrimoniali per scongiurare il fallimento di matrimoni misti
L'appello e l'auspicio dell'AMI - Ass. Matrimonialisti Italiani, presieduta dall'avvocato salernitano Gian Ettore Gassani.
“I matrimoni misti tra italiani e stranieri falliscono le’’80% dei casi. Ciò a causa delle profonde diversità culturali e religiose”. L’avvocatoGassani spiega: “La vicenda del marito islamico, di origine marocchina, che in provincia di Enna ha tentato di imporre con violenza il chador alla moglie italiana (fatto per cui è attualmente sotto processo penale) è la punta dell’iceberg di un fenomeno molto più diffuso di quanto si è portati a credere: tra cristiani e musulmani non c’è evidentemente feeling dal punto di vista delle unioni coniugali atteso che soltanto il 10% dei matrimoni misti in Italia si celebra tra cittadini italiani di fede cattolica e cittadini provenienti da Paesi islamici.
Emblematicamente i matrimoni tra italiani ed islamici avvengono per il 90% con rito civile”. L’esempio: “E’ sintomatica la vicenda di una giovane donna milanese che di recente, dopo aver sposato un cittadino nordafricano, ha chiesto la separazione poiché il coniuge pretendeva che lei abbracciasse la fede islamica in tutti i sensi: avrebbe dovuto anche mangiare carne di animali macellati secondo la tradizione islamica (per totale dissanguamento).
Tuttavia vi sono molti matrimoni tra italiani ed islamici che funzionano benissimo perché fondati sul mutuo rispetto delle altrui tradizioni e che fanno della diversità un motivo di arricchimento”. La proposta: “L’A.M.I. auspica la organizzazione, da parte dei servizi sociali, di corsi pre-matrimoniali gratuiti (anche per i matrimoni civili) destinati a tutte quelle coppie che presentano grandi differenze culturali e religiose.
Tali corsi, con l’ausilio di psicologi e sociologi, dovrebbero formare i futuri coniugi alla tolleranza, al rispetto reciproco ed all’integrazione al fine di ridurre al minimo la triste percentuale dei fallimenti dei matrimoni misti che oggi ingolfano i Tribunali italiani (soprattutto quelli di Roma e Milano) per via delle tantissime procedure di separazione e di divorzio.
Il fenomeno è concausa della paralisi della giustizia italiana con conseguente aggravio di spese a carico dello Stato per la celebrazione dei processi e relativo grande disagio per i figli nati dalle coppie miste finite in frantumi”.
15 / 06 / 2008