Comune di Salerno. Bolletta pazza. Le precisazioni dell'Assessore al Bilancio
E' di domenica la notizia, apparsa su Cronache, della bolletta telefonica di oltre 460.000 euro al Comune di Salerno.
Grandi titoli e grande attacco all'Amministrazione salernitana accusata, nell'articolo del quotidiano salernitano, di spreco di denaro pubblico tolto, inoltre, ad altri capitoli di spesa.
Nella stessa giornata di domenica c'è stata la risposta inviata dall'addetto stampa del Comune, Peppe Iannicelli, per conto dell'Assessore al Bilancio Franco Picarone, che spiegava che, nonostante il titolone in prima pagina, la bolletta incriminata non rappresentava alcun caso di spreco e ne dava spiegazione con riferimento a conguagli, spese di giustizia e di fonia non soltanto "vocale" ma legata alla navigazione in larga banda, ai sistemi di sicurezza cittadini e dello stadio Arechi.
Oggi arriva una ulteriore precisazione, dovuta e giusta per i cittadini e per quanti coinvolti da questo polverone.
Insomma, le accuse non sono lievi e si è imposto un chiarimento che fughi dubbi rispetto alla conduzione della "cosa pubblica" che, in materia IT e telefonia presso il Comune di Salerno ha registrato dal 2004 in poi, cioè da quando è in forze il nuovo dirigente, risparmi rispetto ai costi di gestione precedenti ed aumento delle performance e dei servizi, cosa che, in taluni casi ha comportato nuovi costi ovviamente giustificati dall'introduzione di nuova tecnologia funzionale alla gestione.
L’ultimo comunicato diffuso oggi infatti pone l’accento sui servizi di telefonia (intesi come traffico voce e dati) che rappresentano uno dei fiori all’occhiello dell’Amministrazione cittadina.
Vi si legge infatti:
Abbiamo effettuato un’analisi approfondita della spesa telefonica e di quella relativa alla trasmissione dati. E’ emerso che la spesa è diminuita e sono vistosamente aumentati i servizi nel corso degli ultimi 6 anni.
Siamo di fatto di fronte ad un punto ulteriore di eccellenza dell’Amministrazione Comunale.
Per quanto riguarda il traffico voce (dal fisso e dal mobile) rileviamo che dal 2003 a tutto il 2009 si registra un risparmio di circa il 30%, come si può rilevare dalla tabella.
Nella spesa incide con una percentuale vicina al 50% di costo la giustizia e la scuola. Il Comune spende una media di € 18000 a bimestre sulle conversazioni dal telefono fisso (giornaliermente si spende dunque meno di € 300 (e non 12000 come è stato affermato). La fonia mobile comprende anche i costi per i servizi gratuiti per il turista ed il cittadini del centro messaggi, e la rete dati dei vigili. Inoltre le sim distribuite al personale dal 2003 sono aumentate nella rete aziendale a n. 980 per risparmiare sui costi tra operatori e dal fisso. Solo 94 le Sim aperte con traffico assolutamente controllato. La spesa complessiva per le infrastrutture (collegamenti da sedi periferiche, trasmissione dati, canoni di apparati etc.), che assorbe la gran parte della bolletta, era di € 2.401.000 nel 2003.
E’ rimasta pressoché costante negli anni (è di fatto diminuita scontando l’inflazione). Tuttavia si sono più che decuplicati i servizi fruiti ed offerti. Abbiamo 103 connessioni di cui 100 in banda larga (prima erano 41 in banda minima). 5 punti ZTL in fibra e alta affidabilità. 100 megabyte per l’uscita internet e un giga per Banda intranet.
Insomma a parità di spesa nominale (deflazionata è diminuita) le performances sono molto più elevate per servizi on line ed altro. Inoltre la spesa comprende la sicurezza della rete che è ad altissima affidabilità e per il 30% è imputabile alla giustizia. L’Analisi che a noi interessa è il costo annuo dei servizi dati e voce e non di una singola bolletta che, peraltro, è stata mal analizzata. Di fatto la bolletta del primo bimestre di € 459.564 si compone di fonia imputabile al Comune di Salerno per soli € 20.494,00.
Se non ci si ferma ad una prima analisi il dato è composto da un anticipo per leasing di € 75.000 circa del Tribunale. Siamo in perfetta media per i canoni relativi alle infrastrutture ed i collegamenti con le sedi periferiche che si sono visti in precedenza.
Da quest’anno conseguiremo un risparmio ulteriore del 30% sui canoni della rete essendo stati la prima amministrazione a migrare sul servizio CNIPA di pubblica connettività (SPC) come previsto dalla vigente normative.
Grazie al Comune di Salerno che è capofila tecnologico hanno potuto fruire dell’SPC altri 40 comuni della provincia (bacino di 450.000 abitanti) che oggi aderiscono al CST di Capaccio.
Insomma, grande trasprenza ed efficenza con servizi quali il web filetring, per la sicurezza nella navigazione dalle postazioni internet del Comune, insieme ai sistemi di sicurezza pubblica, per la tutela di tutti.
29 / 07 / 2009
Per contattare la redazione del sito Ecodisalerno scrivere all'indirizzo email valetaf@tiscali.it