ANCE Salerno boccia il piano-casa del Comune
Il Consiglio Direttivo dell’ANCE Salerno esprime forti perplessità ed incertezze sui tempi di attuazione del c.d. “Piano Casa” del Comune di Salerno, ossia sul bando per l’assegnazione di aree PEEP di cui alla Delibera di Giunta Comunale n. 796 del 19/01/2009 (in scadenza il prossimo 24 agosto).
Il Consiglio ha esaminato lungamente ed approfonditamente i contenuti del bando, constatando la concreta inattuabilità degli interventi in tempi brevi, a causa della mancata approvazione dei singoli piani attuativi, e della presenza nelle aree interessate di vincoli ed impedimenti di varia natura (del resto espressamente contemplati e richiamati dal comma 3 dell’art. 1 del medesimo bando). In particolare le aree ERP 3 Monticelli (dove sono previsti 314 alloggi), ERP 5 S. Leonardo Ferrovia (861 alloggi), ERP 6 Fuorni (652 alloggi) sono sottoposte a vincoli archeologici, alla riperimetrazione delle aree a rischio idrogeologico, alla presenza di un elettrodotto ENEL e di un traliccio Telecom: ciò, di fatto, impedisce la realizzazione di ben 1827 alloggi pari a circa il 90% dei 2022 complessivamente previsti dal bando.
Si tratta quindi di un bando che non fronteggia le attuali ed immanenti emergenze abitative, con tempi e modalità attuative assolutamente non definiti e non prevedibili.
Il bando in questione, inoltre, assegna il 70% delle aree PEEP alle cooperative di abitazione e/o loro consorzi in diritto di proprietà: si tratta quindi di una strategia politica ben precisa, volta a favorire soggetti che si muovono in quadro normativo pieno di incertezze, a partire dalla scarsezza dei contributi, statali e regionali, cui sistematicamente e naturalmente le cooperative edilizie mirano.
Soltanto il residuo 30% viene destinato alle imprese di costruzione e/o loro consorzi, ma in diritto di superficie da vendere peraltro ai prezzi convenzionati di cui al decreto dirigenziale A.G.C. Governo del Territorio n. 7 del 14.01.2009, pubblicato nel B.U.R.C. n. 18 del 16.03.2009 (circa € 2.000/mq). Inoltre, in merito alla predetta riserva del 30%, il Consiglio Direttivo ha evidenziato come, in base ai punteggi previsti per la formulazione delle graduatorie per l’assegnazione delle aree in diritto di superficie, la scelta dell’Amministrazione è rivolta ad un mercato di imprese medio-grandi o comunque a cooperative.
Ulteriori critiche hanno riguardato l’incertezza economica e la gravosità degli investimenti: il bando prevede che le obbligazioni e gli adempimenti siano ad esclusivo carico degli assegnatari delle aree (peraltro non di proprietà del Comune), cui spetterà peraltro un insolito versamento del 5% del valore dell’area assegnata non al momento della stipula della convenzione, come avviene normalmente, ma già al momento della scelta (art. 8 comma 1 del bando).
Agli assegnatari compete inoltre l’esproprio delle aree, le opere di urbanizzazione primarie e quota parte delle secondarie, nonché tutti gli oneri e le operazioni previste per la rimozione degli impedimenti (vincoli archeologici, riperimetrazione delle aree a rischio idrogeologico, elettrodotti, tralicci).
08 / 07 / 2009
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