Alla Fondazione Menna "Anni Lunari"
Nell’ambito del progetto Arte di sera, venerdì 7 marzo 2008 la Fondazione Filiberto Menna propone il film documentario Anni Lunari, realizzato da L'Attico, E-Theatre e Videoset nel dicembre del 2007. Presentato da Giuseppe Appella, critico d’arte e curatore del MUSMA- Museo della Scultura di Matera, e da Fabio Sargentini, gallerista attore e regista teatrale, il film ripercorre alcuni momenti dell’attività della galleria l’Attico, luogo cruciale delle ricerche artistiche del secondo Novecento.
Fondata a Roma nel 25 novembre 1957 da Bruno Sargentini, intellettuale animato da un’intensa passione per l’arte contemporanea, la galleria di Piazza di Spagna fin dall’inaugurale mostra sull’Informale raccoglie attorno a sè numerosi protagonisti della scena internazionale (tra gli altri, Matta, Guttuso, Leoncillo, Fautrier, Masson, Fontana, Permeke, Capogrossi, Magritte, Mafai), proponendosi in maniera sempre più decisa come spazio di dialogo e confronto. Il programma della galleria, nelle cui attività interviene in maniera sempre più significativa il giovane Fabio Sargentini, risente nel corso degli anni della differenza generazionale tra padre e figlio, differenza che porta progressivamente a divergenti scelte sugli artisti da promuovere, fino alla decisione di Bruno di aprire la Galleria Senior trasferendosi a Via del Babuino. Fabio continua ad esporre all’Attico affiancandosi ad artisti della sua generazione, con i quali condivide sogni ed amicizie. Inizia l’era delle mostre sperimentali, delle personali che hanno fatto la storia dell’arte di quegli anni: Pascali, Kounellis, Pistoletto, Mattiacci, senza dimenticare il cinema, la musica elettronica, la danza.
Il 21 dicembre 1968 lascia piazza di Spagna e inaugura la Galleria Garage di via Beccaria dove Jannis Kounellis espone dodici cavalli vivi, Mario Merz un igloo, strutture in metallo e vetri, fascine, una balla di fieno attraversata da un tubo di neon, un cumulo di terra attraversato da una rete metallica e l’automobile usata per il viaggio da Torino a Roma, Eliseo Mattiacci schiaccia con un rullo compressore giallo un mucchio di sabbia formando una scia che dall’ingresso si estende fino all’interno della galleria, Sol Lewitt i Wall Drawings, Gino De Dominicis i lavori invisibili e Mozzarella in carrozza, Denis Oppenheim quindici film e otto collages, Jean Tinguely le Sculture 1960-1964, affiancandovi performance, festival di danza, volo, musica, dinamite, concerti, dibattiti, proiezioni di film e video. Nel 1972 il Garage di via Beccaria ha un ulteriore punto di riferimento nella Galleria di via del Paradiso, senza mai calare di intensità e di impegno. Il 9 giugno 1976 la chiusura di via Beccaria avviene con un allagamento del garage che viene inondato da 50.000 litri di acqua e per tre giorni si offre al pubblico come un lago incantato.
Questi stimoli portano Fabio Sargentini a fare delle scelte artistiche importanti come quella del teatro sperimentale, firmando diversi spettacoli tra cui Peter Pan e Ballerina nel 1979, Una rosa è una rosa nel 1980 al Teatro Beat 72, ; Balabàn nel 1981, Scena Madre nel 1982, Romeo e Giulietta nel 1983, al Teatro Tor di Nona. Proprio nel 1983 riprende l’attività della galleria di via del Paradiso, alternata con l’attività teatrale e con i festival in diversi spazi pubblici. Si occupa subito di Nunzio, Tirelli, Pizzi Cannella, Limoni, Ragalzi, Luzzi, Palmieri, senza dimenticare Pascali, Leoncillo, Nagasawa, Uncini.
L’intero percorso della Galleria L’attico è attualmente protagonista di una mostra documentaria al Musma di Matera (fino al 22 marzo 2008)
05 / 03 / 2008
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